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Associazione Turistica Pro Loco Maletto
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| Popolazione: 4.100 abitanti |
Altitudine: 960 s.l.m. |
Estensione: 40,88 Kmq |
| Distanza dal capoluogo CATANIA: Km 59 |
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Maletto |
Cenni storici: Maletto è un centro agricolo sito al centro dei due parchi: Parco dell’Etna e Parco dei Nebrodi.
Nel 1263 il conte Manfredi Maletta degli Svevi, “ su un alto ed impervio sperone roccioso, in mezzo a fitte foreste, costruì una torre di avvistamento, di comunicazione e di difesa”, Da quel momento, dal nome del suo costruttore e possessore, il luogo fu chiamato Maletto. Nacque così l’omonimo feudo. La prima comunità si raccolse attorno alla torre, chiamata “Torre del Fano” e successivamente “il Castello”, perché rappresentava un valido punto di avvistamento e di difesa del paese, costruendo le prime precarie abitazioni di legno e argilla. Nel 1300 Maletto divenne feudo della famiglia Omodei di Randazzo e qualche anno dopo, nel 1358, la torre fu concessa a Ruggero Spadafora che la donò poi al fratello Rinaldo che , acquisendo anche il feudo, divenne signore di Maletto. Il centro urbano fu costruito a partire dalla metà del 1400, fino agli inizi del 1500.
La storia racconta che Maletto fu abitato e poi spopolato per tre volte, fintanto che meò 1619 Miche Spadafora Bologna fu investito dal re Filippo III di Spagna del titolo di principe di Maletto, Da questo momento il paese andò ripopolandosi per una densa opera di di colonizzazione del feudo. Il principe diede forte impulso all’agricoltura favorendo la produzione di grano. L’economia si consolidò grazie alle agevolazioni concesse dal principe e alle franchigie di cui godeva il feudo. Una leggendo racconta che Maletto fu scelto dai fuorilegge e bisognosi. Le franchigie infatti, consentivano ai perseguitati dalla giustizia del re, ed a chi ne aveva bisogno, di trovare a Maletto il luogo ideale per stabilirsi e lavorare. Ultimo principe del feudo fù Domenico Spadafora Colonna che regnò fino al 1812, anno in cui fu abolito il feudalesimo in Sicilia. |
Turismo a Maletto |
La superficie totale del territorio di Maletto è di 4.088 ettari. Di questi, 3.564 ricadono all’interno del Parco dell’Etna. Si colloca in un ambiente naturale tra i più integri e suggestivi con il vulcano Etna che domina dall’alto tutto il territorio costituito da fitti boschi di alberi di querce, faggi, pini, lecci, castagni che si alternano a vaste aree di terreno sciarono, dove è possibile osservare conetti vulcanici, segni delle passate eruzioni. Secondo molti naturalisti, il territorio di Maletto, oggi rappresenta un angolo dell’Etna dove la natura non è stata alterata.Nel suo territorio sono situati molti crateri spenti: monte Maletto mt 1,771, monte Guardirazzi mt 1974, monte Pomarazzo mt 1.254 e monte Scavo mt 1.785. La bellezza del territorio suscita particolare interesse agli amanti della montagna. Molteplici sono le escursioni che vengono effettuate come la rupe arenaria di pizzo Filicia o sui monti La nave e Maletto. Da questi monti lo sguardo spazia fino a Mongibello con l’unicità della varietà di colori, odori e paesaggi. Ricco di fauna selvatica, di cui spesso si possono ammirare le poiane, i falchi, gatti selvatici .Il Palmento del campiere risalente al 1800 fu costruito al centro di una zona a quel tempo ricca di vigneti,nei pressi di un laghetto stagionale le cui acque in inverno ghiacciano,Costituiti da ougiatoi in materiale lavico e torchio, vite e dado in legno con contrappeso in pietra, recentemente restaurato. Si tratta di una importante testimonianza etno antropologica della zona. Recentemente sono state rintracciate altre due strutture similari.
Parco comunale sub-urbano “Pizzo Filicia”: istituito dal comune. Si estende per circa 16 ettari ed è costituito dalla collina omonima (metri 1.140), che sovrasta l’abitato di Maletto. E’ un punto panoramico posto a cavallo tra il parco dell’Etna e quello dei Nebrodi, che consente una visuale totale e di eccezionale bellezza. Il parco custodisce in un avvallamento naturale un laghetto collinare di circa 3.000 metri , sulle cui sponde il visitatore può perdersi nell’ascolto del silenzio rotto dal gracidare delle rane ed ammirare il panorama in una rotazione a 360 gradi. |
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Il monumento più importante è rappresentato dai ruderi del castello con attorno,alla base, i quartieri medievali del paese; il vecchio loggiato dei via Umberto ed i magazzini di via S. Antonio. Da visitare le Chiese di S.Michele Arcangelo, la più antica, risalente al XVI secolo, costruita assieme al primo centro urbano e annessa al palazzo baronale della famiglia Spadatora.Al suo interno la cjìhiesa custodisce tele del settecento.La chiesa di S.Antonio tempio del santo patrono di Maletto, custodisce le statue settecentesche di Sant’Antonio e San Vincenzo, opere lignee del Bagnasco.
La chiesa Madre costruita con il sacrificio dei Malettesi e l’impegno di Monsignor Mariano Palermo aperta al colto dal 1877. interessanti sono le piccole chiese di San Giuseppe (XIX sec) e Madonna del Carmine ( XVII sec) .
Importanti resti archeologici nella zona a valle, in Cda Mangiasarde, hanno potuto confermare che dak VI sec. A,c, anche i greci si sono stanziati in quest’area etnea. |
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Feste e tradizioni a Maletto |
L’economia è basata sull’agricoltura : Vaste aree attorno al centro sono adibite alla coltivazione della fragola, degli ortaggi, della vite : La posizione e il clima favoriscono l’attività di allevamento dei bovini e ovini:
La produzione di fragola e fragolina hanno reso questo centro etneo famoso.La coltivazione della fragola fu introdotta negli anni cinquanta adoperando molti terreni di origine lavica, le cosiddette “ terre morte” per impiantare questo nuovo frutto senza utilizzare forme di irrigazione artificiale. Oggi l’uso di pozzi e la bontà del prodotto hanno notevolmente incrementato la produzione e introdotto la coltivazione della fragolina utilizzata principalmente nell’industria dolciaria.
Gli appuntamenti più importanti sono la Pasqua con la caratteristica processione del Venerdì Santo con la rappresentazione della passione e morte di Cristo in un ambiente particolarmente suggestivo. La sagra della fragola nella seconda settimana di giugno, richiama turisti e visitatori da ogni parte della Sicilia per gustarne la bontà, con un impegno della comunità malettese per promuovere e divulgare il prodotto che ha assunto una attività reddituale, per molte famiglie, non indifferente.
Si possono gustare molti prodotti di una cucina tipicamente malettese e montana basata su pochi ma naturali elementi, come la pasta. Il pane le verdure , i legumi , carne preparati secondo ricette tipiche locali.
Maccheroni col sugo di coniglio selvatico, tagliatelle con broccoli e ceci, lasagne con lenticchie,tagliatelle ai funghi di ferula. Castrato alla brace, salsiccia condita con funghi e formaggio o tradizionale cotta su una tegola, lo zampone di maiale con le fave, i funghi di ferula ricercatissimi per il gusto
Maletto conosciuto, anche, come il paese delle ciaramelle, i cui suonatori ogni anno si sparpagliano su tutto il territorio provinciale e province vicine, un patrimonio culturale in lasciato alla tradizione familiare , che da alcuni anni ha visto crescere un interesse sempre maggiore , con un primo corso di scuola per ciaramelle.
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Come raggiungere Maletto |
Da CATANIA SS 284 Catania-Randazzo Km 5 dopo Bronte Bivio Maletto a sx, Da TAORMINA SS 120 Cerda dopo Randazzo proseguire zona Mangiasarde a sx per Maletto. |
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